Sono ormai dodici anni che mi sposto da un luogo all’altro,
nomade per vocazione, e con un astio nei confronti della mia terra innato.
Ho sentito
parlare dell’Italia, quella vera, in molte occasioni: dai miei parenti emigrati
negli anni 80 a Genova, Milano, Parma e Roma.
Ritornavano
per le vacanze, per l’aria,per il mare e per i parenti che erano rimasti.
Ritornavano sempre con lo stessa voglia di riabbracciarci, sempre con la stessa
rabbia di doversene andare.
Mi dissero
che andare via dalla Calabria, andare via da Roccabernarda, era normale. Tutti
prima di me avevano fatto lo stesso percorso tante e tante persone,giovani. E’
vero siamo in Italia e quindi si tratta
solo di spostarsi di poche ore da una parte all’altra del proprio paese, ma le
latitudini sono superabili, le distanze amoroso no. Essere del Sud, ma credo
anche essere del Nord, del mondo, d’Africa, della Francia, della Spagna, è
qualcosa che ha a che fare con qualcosa che va oltre la latitudine. Nascere in
un posto invece che unaltro significa essere fatto in un determinato modo
invece che un altro. Ognuno di noi è il prodotto funzional della terra in cui è
nato. Questo tipo di concetto si potrebbe applicare ad ogni forma di essere
vivente. Il bergamotto cresce solo in Calabria, altrove morirebbe e si
estinguerebbe.
L’uomo è uno
degli animali più adattabili ai cambiamenti della natura e grazie a questa
abilità è sopravvissuto meglio di chiunque altro. Una delle caratteristiche che
lo differenzia dagli animali è la cultura. L’uomo possiede l’esigenza di
preservare il suo bagaglio di esperienze, un modo per non ripetere gli stessi
errori, un modo per continuare ad esistere e sconfiggere il tempo e la morte.
Gli antichi greci quando lasciavano le loro terre non abbastanza per soddisfare
il fabbisogno di tutti, andando alla ricerca di altre più floride, portavano
con se oggetti che rappresentassero la loro storia, i loro cari trapassati. Non
lasciavano la loro terra anche col cuore, la loro speranza era quella di
ricreare una nuova grecia, una magna grecia.
La storia
per noi del sud, o la storia di noi sudici è stata un po’ diversa. La nostra
emigrazione è stata causata, voluta, favorita, dall’unità d’Italia. L’Unità
d’Italia per noi del sud ha significato perdita delle nostre identità, della
nostra storia, del nostro orgoglio, perdita di quel senso di appartenenza che
affonda le sue radici ai racconti omerici. Il sud è diventato sudicio grazie a
una logica di subalternità ad opera dei vincitori del nord. Quando parliamo di
nord e sud dobbiamo tenere presente che la discriminzìazione geografica ha alla
base una giustificazione di rapporti di potere e quindi economici. Il sud è
stato trasformato in sudicio per far si che il nord divenisse cio che è, e cioè
ricco, florido e civile. Il nord storicamente corrisponde ai territori del
Regno Savoia. Sono stati i Savoia infatti a intraprendere la conquista del
regno delle Due Sicilie sfruttando le
idee nazionalistiche di quel periodo. Il sud da allora 1861 non è stato più lo
stesso. Il sud ha dovuto subire l’umiliazione di accettare in silenzio una
storia fasulla graziea alla quale nasceva l’Italia, il nord, con sacrificio del
sud, mai riconosciuto. Ancora oggi il sud rappresenta l’appestato. E’ come la
vergina che dopo essere stata violentata la si ripudia dandole della puttana.
Uno degli
obiettivi di quest’associazione sarà quello di ricostruire e fare giustizia
sulle verità storiche per troppo tempo lasciate da parte. La consapevolezza non
dovrà essereun elemento di vendetta, ma servirà a liberarsi dalla maledizione
dei sudici per vocazione, dell’essere così perché ce lo meritiamo.
Inoltre priorità
sarà quella di recuperare l’autostima persa a causa degli stereotipi negativi
che da sempre i mezi di informazioni servi del potere hanno contribuito a
creare e a rovinare l’immagine del sud. Questi stereotipi sono entrati a far
parte dell’immagine del sud così in profondità tanto da essere riprodotti e
accettati dal sud stesso, creando un circolo vizioso e autolesionista.
Sapere che
La Calabria in passato era una regione florida e ricca di risorse ci potrebbe
aiutare a trovare quella forza per ricominciare a lottare.
L’associazione
è un luogo sia fisico che digitale con la finalità di diffondere più notizie
possibili riguardo al sud, sia per quanto riguarda il suo passato, sia per
quanto riguarda il suo presente e il suo futuro. E’ uno strumento di
sensibilizzazione ed emancipazione. Tutto quello che verrà trattato sarà in
funzione del sud e grazie alla rete si cercherà di prendere le esperienza più
riuscite e valide nel mondo e trasferirle nella nostra piccola realtà così da
farla uscire ed emancipare dal suo isolamento sia culturale che geografico. La
rete sarà uno dei nostri cavalli di battaglia!!!. Attraverso l’associazione PROSUD
ci si interfaccerò con le istituzioni proponendo progetti e partecipando a
bandi comunali, regionali, nazionali ed europei. La progettazione e la ricerca
di finanziamenti dovrà essere una delle attività principali di tale
associazione.
L’associazione
Prosud dovrà inoltre creare quella rete di contatti con tutte le altre
associazione che nascono nel sud giorno dopo giorno. Il discorso del sud dovrà
interessare anche tutti i sud del mondo. Anche temi come l’immigrazione,
l’ambiente e le diversità in genere dovranno essere prorpossi da pro sud.
Essere del sud,sudici, ghettizzati, emarginati, costretti a scappare, sono
condinìzioni sempre esistite e contro cui bisogna combattere ed emanciparsi.
L’associazione
prosud promuoverà eventi come sagre,
ricostruzione storiche, valorizzazione della nostra cultura popolare attraverso
la PARTECIPAZIONE ATTIVA A OGNI PROGETTO DI TUTTI I MEMBRI DELLE AREE DI
INTERESSE. Si parterà dal presupposto che più il progetto è partecipato e più
sarà la percentuale di riuscita del medesimo. I progetti ai comuni dovranno
essere prima di tutto discussi e integrati con ogni tipo di suggerimento da
parte delle amministrazioni locali e ong.
I progetti
devono soffermarsi sull’integrazione giovani territorio attraverso lo sviluppo
di lavori tradizionali ormai considerati non dignitosi. Si cercherà di
stimolare la curiosità e la passione di ogni ragazzo per far si che lo stesso
si appassioni e provi interesse per il lavoro intrapreso Il senso di ciò sarò
fare capire che attraverso un lavoro del genere, il ragazzo, finito gli studi
non dovrà partire ed emigrare. Innamorarsi di un mestiere significherà amare la
propria terra. Partecipare al laboratorio mestiere
è futuro significa immergersi nella storia e nella cultura del posto.
Imparare per esempio la lavorazione del latte sarà solo la fase terminale e
l’obiettivo ultimo del progetto L’obiettivo principale è fare innamorare i
ragazzi. Uno dei problemi della mentalità del Sud è la bassa stima di se
stessi, il non credere che le cose possono cambiare. Noi del Sud non sappiamo
la nostra storia, non sappiamo chi eravamo. Pensiamo che siamo geneticamente
tendenti al disfattismo e alla non cooperazione fra di Noi. La nostra storia e
le poche risorse ci hanno maleducato, ci hanno fatto diventare affamati e ci
hanno messo l’uno contro l’altro. Non abbioamo un a visione d’insieme della
nostra realtà, del nostro passato e quindi anche del nostro futuro. Il recupero
di mestieri di una volta o agricoli non dovrà essere finalizzato alla sola
produzione dei prodotti ma dovrà collegare la realtà locale ad una dimensione
molto estesa e globale. Bisogna risollevare l’orgoglio di essere meridionali e
cercare di vaccinare dagli stereotipi che 150 di unità di Italia hanno creato.
Dobbiamo epurarci dai nostri stereotipi. Ci sono molte persone che in queste
cose ci credono. Ci sono tantissime persone che nel Sud ci credono. Oltre a
svelare tante e tante cose bisogna dare anche i mezzi e gli strumenti per
uscire da una dimensione prettamente locale. Il locale va valorizzato, è quello
il prodotto da vendere, però va anche saputo venduto. E’ qui che la RETE ha una
funzione chiave.