Sunday, 1 September 2013

La mia storia

Sono ormai dodici anni che mi sposto da un luogo all’altro, nomade per vocazione, e con un astio nei confronti della mia terra innato.
Ho sentito parlare dell’Italia, quella vera, in molte occasioni: dai miei parenti emigrati negli anni 80 a Genova, Milano, Parma e Roma.
Ritornavano per le vacanze, per l’aria,per il mare e per i parenti che erano rimasti. Ritornavano sempre con lo stessa voglia di riabbracciarci, sempre con la stessa rabbia di doversene andare.
Mi dissero che andare via dalla Calabria, andare via da Roccabernarda, era normale. Tutti prima di me avevano fatto lo stesso percorso tante e tante persone,giovani. E’ vero siamo in  Italia e quindi si tratta solo di spostarsi di poche ore da una parte all’altra del proprio paese, ma le latitudini sono superabili, le distanze amoroso no. Essere del Sud, ma credo anche essere del Nord, del mondo, d’Africa, della Francia, della Spagna, è qualcosa che ha a che fare con qualcosa che va oltre la latitudine. Nascere in un posto invece che unaltro significa essere fatto in un determinato modo invece che un altro. Ognuno di noi è il prodotto funzional della terra in cui è nato. Questo tipo di concetto si potrebbe applicare ad ogni forma di essere vivente. Il bergamotto cresce solo in Calabria, altrove morirebbe e si estinguerebbe.
L’uomo è uno degli animali più adattabili ai cambiamenti della natura e grazie a questa abilità è sopravvissuto meglio di chiunque altro. Una delle caratteristiche che lo differenzia dagli animali è la cultura. L’uomo possiede l’esigenza di preservare il suo bagaglio di esperienze, un modo per non ripetere gli stessi errori, un modo per continuare ad esistere e sconfiggere il tempo e la morte. Gli antichi greci quando lasciavano le loro terre non abbastanza per soddisfare il fabbisogno di tutti, andando alla ricerca di altre più floride, portavano con se oggetti che rappresentassero la loro storia, i loro cari trapassati. Non lasciavano la loro terra anche col cuore, la loro speranza era quella di ricreare una nuova grecia, una magna grecia.
La storia per noi del sud, o la storia di noi sudici è stata un po’ diversa. La nostra emigrazione è stata causata, voluta, favorita, dall’unità d’Italia. L’Unità d’Italia per noi del sud ha significato perdita delle nostre identità, della nostra storia, del nostro orgoglio, perdita di quel senso di appartenenza che affonda le sue radici ai racconti omerici. Il sud è diventato sudicio grazie a una logica di subalternità ad opera dei vincitori del nord. Quando parliamo di nord e sud dobbiamo tenere presente che la discriminzìazione geografica ha alla base una giustificazione di rapporti di potere e quindi economici. Il sud è stato trasformato in sudicio per far si che il nord divenisse cio che è, e cioè ricco, florido e civile. Il nord storicamente corrisponde ai territori del Regno Savoia. Sono stati i Savoia infatti a intraprendere la conquista del regno delle Due Sicilie sfruttando  le idee nazionalistiche di quel periodo. Il sud da allora 1861 non è stato più lo stesso. Il sud ha dovuto subire l’umiliazione di accettare in silenzio una storia fasulla graziea alla quale nasceva l’Italia, il nord, con sacrificio del sud, mai riconosciuto. Ancora oggi il sud rappresenta l’appestato. E’ come la vergina che dopo essere stata violentata la si ripudia dandole della puttana.
Uno degli obiettivi di quest’associazione sarà quello di ricostruire e fare giustizia sulle verità storiche per troppo tempo lasciate da parte. La consapevolezza non dovrà essereun elemento di vendetta, ma servirà a liberarsi dalla maledizione dei sudici per vocazione, dell’essere così perché ce lo meritiamo.
Inoltre priorità sarà quella di recuperare l’autostima persa a causa degli stereotipi negativi che da sempre i mezi di informazioni servi del potere hanno contribuito a creare e a rovinare l’immagine del sud. Questi stereotipi sono entrati a far parte dell’immagine del sud così in profondità tanto da essere riprodotti e accettati dal sud stesso, creando un circolo vizioso e autolesionista.
Sapere che La Calabria in passato era una regione florida e ricca di risorse ci potrebbe aiutare a trovare quella forza per ricominciare a lottare.
L’associazione è un luogo sia fisico che digitale con la finalità di diffondere più notizie possibili riguardo al sud, sia per quanto riguarda il suo passato, sia per quanto riguarda il suo presente e il suo futuro. E’ uno strumento di sensibilizzazione ed emancipazione. Tutto quello che verrà trattato sarà in funzione del sud e grazie alla rete si cercherà di prendere le esperienza più riuscite e valide nel mondo e trasferirle nella nostra piccola realtà così da farla uscire ed emancipare dal suo isolamento sia culturale che geografico. La rete sarà uno dei nostri cavalli di battaglia!!!. Attraverso l’associazione PROSUD ci si interfaccerò con le istituzioni proponendo progetti e partecipando a bandi comunali, regionali, nazionali ed europei. La progettazione e la ricerca di finanziamenti dovrà essere una delle attività principali di tale associazione.
L’associazione Prosud dovrà inoltre creare quella rete di contatti con tutte le altre associazione che nascono nel sud giorno dopo giorno. Il discorso del sud dovrà interessare anche tutti i sud del mondo. Anche temi come l’immigrazione, l’ambiente e le diversità in genere dovranno essere prorpossi da pro sud. Essere del sud,sudici, ghettizzati, emarginati, costretti a scappare, sono condinìzioni sempre esistite e contro cui bisogna combattere ed emanciparsi.
L’associazione prosud  promuoverà eventi come sagre, ricostruzione storiche, valorizzazione della nostra cultura popolare attraverso la PARTECIPAZIONE ATTIVA A OGNI PROGETTO DI TUTTI I MEMBRI DELLE AREE DI INTERESSE. Si parterà dal presupposto che più il progetto è partecipato e più sarà la percentuale di riuscita del medesimo. I progetti ai comuni dovranno essere prima di tutto discussi e integrati con ogni tipo di suggerimento da parte delle amministrazioni locali e ong.
I progetti devono soffermarsi sull’integrazione giovani territorio attraverso lo sviluppo di lavori tradizionali ormai considerati non dignitosi. Si cercherà di stimolare la curiosità e la passione di ogni ragazzo per far si che lo stesso si appassioni e provi interesse per il lavoro intrapreso Il senso di ciò sarò fare capire che attraverso un lavoro del genere, il ragazzo, finito gli studi non dovrà partire ed emigrare. Innamorarsi di un mestiere significherà amare la propria terra. Partecipare al laboratorio mestiere è futuro significa immergersi nella storia e nella cultura del posto. Imparare per esempio la lavorazione del latte sarà solo la fase terminale e l’obiettivo ultimo del progetto L’obiettivo principale è fare innamorare i ragazzi. Uno dei problemi della mentalità del Sud è la bassa stima di se stessi, il non credere che le cose possono cambiare. Noi del Sud non sappiamo la nostra storia, non sappiamo chi eravamo. Pensiamo che siamo geneticamente tendenti al disfattismo e alla non cooperazione fra di Noi. La nostra storia e le poche risorse ci hanno maleducato, ci hanno fatto diventare affamati e ci hanno messo l’uno contro l’altro. Non abbioamo un a visione d’insieme della nostra realtà, del nostro passato e quindi anche del nostro futuro. Il recupero di mestieri di una volta o agricoli non dovrà essere finalizzato alla sola produzione dei prodotti ma dovrà collegare la realtà locale ad una dimensione molto estesa e globale. Bisogna risollevare l’orgoglio di essere meridionali e cercare di vaccinare dagli stereotipi che 150 di unità di Italia hanno creato. Dobbiamo epurarci dai nostri stereotipi. Ci sono molte persone che in queste cose ci credono. Ci sono tantissime persone che nel Sud ci credono. Oltre a svelare tante e tante cose bisogna dare anche i mezzi e gli strumenti per uscire da una dimensione prettamente locale. Il locale va valorizzato, è quello il prodotto da vendere, però va anche saputo venduto. E’ qui che la RETE ha una funzione chiave.




Tu dici quindi che Crotone rappresenta quello che in realtà noi siamo?

Crotone come il Sud rappresenta il 10% di nostri compaesani che a partire dall'unificazione d'Italia in poi hanno tradito la loro terra. Alla fine erano dei malviventi che poi divennero gli attuali mafosi, ma c'èrano anche ricchi proprietari terrieri, politici e ecclesiastici, tutti assoldati dai vincitori provenienti dall'evoluto Nord. 
L'Africa è il Sud d'Europa e se ci si fa caso governano le stesse logiche: pochi detengono il potere in accordo con gli europei colonizzatori e le genti d'Africa crepano o emigrano. Non è l'Africa ad essere portata ad essere terzo mondo ma è un sistema di pochi che la vuole tale. Se non ci liberiamo dall'idea che i calabresi, i siciliani, i napoletani ecc. non sono geneticamente terroni, inferiori, sporchi, mafiosi, ecc. ma che ci hanno fatto diventare così, ci hanno maleducato perchè altrimenti i Veneti dove li buttano i rifiuti?E le fabbriche del Nord a chi li vendono i prodotti?E dove la trovano la manodopera se non al Sud? E da dove prendono i soldi Fas se non c'è il Sud?
Quindi Crotone è il risultato di pochi, ha radici profonde il nostro presente quasi assente. Credo che la maggior parte delle persone del Sud siano persone stupende e tenaci, che nonostante tutto continuano a vivere ed amare una terra stupenda in mano a pochi immeritevoli individui.